Coach D’Albero ancora una volta insieme al CBT

Dal 2014 non si è più perso un’edizione del CBT: coach di fama ed esperienza internazionale, ha allenato squadre di mezzo mondo (Danimarca, Messico, Giamaica, Lussemburgo, Caraibi, Svezia, Stati Uniti), ma ha sempre l’Italia nel suo cuore. Ecco perché Antonio D’Albero tiene particolarmente a questo evento e sarà alla guida delle AS Sirens nella tappa romana che prenderà il via giovedì 2 agosto. Ecco cosa ci ha raccontato alla vigilia dell’inizio di questa nuova edizione: il suo legame con il CBT, le ragazze che comporranno la sua All Star e qualche considerazione sul movimento del basket italiano femminile. Coach Antonio D'Albero

1. Oramai sei un ospite fisso al College Basketball Tour. Perché credi che sia importante prendere parte ad iniziative del genere? Qual è il valore di queste amichevoli e come possono essere utile sia per i club che per le singole atlete?E’ diventato per me un appuntamento fisso durante l’estate, credo molto in questo progetto gestito da persone competenti e simpatiche! Per le atlete è l’occasione di giocare contro una pallacanestro di altissimo livello, se solo pensiamo che alcune giocatrici che hanno partecipato alle passate edizioni sono state anche selezionate in Draft WNBA. Per quanto mi riguarda è un occasione per allenare in Italia dato che è molto tempo che non ho una panchina nel mio paese e sicuramente questa iniziativa potrebbe riaprire qualche possibilità.

2. Hai preso parte attiva alla creazione del roster delle Sirens per le tappe romane. Parlaci delle tue scelte e di quali giocatrici dovremo tenere d’cocchio.

Sinceramente gran parte del lavoro è stato svolto dal grande Andrea Sciarrini a cui ho dato una piccola mano, è stata un’impresa abbastanza ardua soprattutto perché molte atlete sono in vacanza. Sarà un mix di esperienza e tante giovani talentuose. Stiamo provando ad effettuare un ultimo colpo “estero” per chiudere il roster sperando che le tratte aeree ci diano una mano…

3. Il 2 agosto giocherete contro le campionesse in carica della NCAA, poi contro Wake Forest e infine De Paul: tre programmi molto validi e che verranno in Italia con l’intenzione di mettere subito a punto gli schemi di gioco. Hai studiato un po’ il loro gioco? Cosa chiederai alle tue ragazze per giocarvela alla pari?

Tre squadre che non hanno bisogno di presentazioni soprattutto la prima Notre Dame, campione in carica NCAA 2018 con in panchina uno dei coach icone della pallacanestro americana e De Paul con grandissima tradizione; due dei miei team preferiti che nell’anno in cui ho allenato negli Stati Uniti ho avuto la possibilità visitare e studiare durante gli allenamenti. Cosa chiederò? Sicuramente di divertirsi tanto e approfittare dell’occasione per provare cose che di solito in campionato non si possono fare.

4. Quest’anno hai lavorato in Svezia con un progetto legato ad una squadra maschile, ma hai una grandissima esperienza nel basket femminile. Anche alla luce della tua esperienza internazionale, cosa si può e si deve fare in Italia per promuovere questo sport?

E’ una domanda che richiederebbe troppe risposte; sono stato molto fortunato per aver lavorato in paesi in salute e che investono tanto nello sport. Gli ultimi due anni in Svezia, prima in un club di A1 e soprattutto poi in un progetto della federazione che va avanti da oltre venti anni ne è la dimostrazione. Mi ha colpito come all’estero programmi del genere abbiano come obbiettivo finale non quello di creare “giocatori” per la serie A o per la nazionale ma per dare possibilità al ragazzo/a di ottenere borse di studio, negli USA ad esempio, o semplicemente per svolgere nel migliore dei modi lo sport, progetti simili sono presenti non solo nel basket ma anche in altri sport. In Svezia e Finlandia è da molti anni che portano avanti iniziative simili e stanno ottenendo grosse risposte mentre in Islanda dove ho avuto la possibilità di lavorare per un periodo ad Aprile ci sono strutture all’avanguardia che stanno aiutando molto la crescita della pallacanestro attirando atleti e appassionati con iniziative ben mirate con ottimi riscontri.